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Fiat 500 L

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Nel settembre del 1968 la 500 F fu affiancata da una nuova versione, la “500 L”, ovvero “Lusso”, caratterizzata da una serie di piccoli interventi che ne innalzavano la qualità complessiva e soprattutto il comfort. Ciò era motivato principalmente dalla sempre maggiore richiesta da parte del pubblico di dotazioni ritenute interessanti ed utili a distinguersi nella massa numerosissima di possessori di 500. Esteticamente si riconosceva immediatamente per l’adozione dei paracolpi tubolari cromati, uno ad “U” rovesciata davanti e due al “L” sugli angoli dietro; cambiava inoltre il frontale, che adottava un fregio molto semplificato, con solo il marchio Fiat su fondo rosso, racchiuso da una cornice cromata; di conseguenza, mancando lo spazio per la griglietta del claxon, questo veniva spostato sotto, accanto alla balestra. Cambiava anche la grafica della targhetta sul cofano posteriore che recava ora la scritta “FIAT 500 L” cromata all’interno dei rombi neri. Le coppe delle ruote di diversa sezione ed i profili cromati nelle cornici di parabrezza e lunotto, oltre che lungo i gocciolatoi, completavano la caratterizzazione esterna. Gli interni erano fortemente caratterizzati dal cruscotto rivestito in plastica nera coffrata, dal volante con razze alleggerite e corona nera e dal quadro del tachimetro, che null’altro era se non quello della 850 Special, con tanto di fondoscala a 130 km/h (del tutto immotivato vista la mancanza di interventi sulla meccanica). La selleria era ridisegnata, con l’utilizzo di finta pelle a bande longitudinali per i sedili. I pannelli delle porte, realizzati nella stessa finta pelle dei sedili, a bande verticali, avevano i comandi in posizione differente e tasche rigide in plastica nera che rendevano inutili le maniglie per la chiusura, per questo abolite; veniva inoltre aggiunto uno scomparto portaoggetti sul tunnel, davanti al cambio. Sull’intero pavimento veniva steso un rivestimento in moquette e gli schienali dei sedili anteriori diventavano finalmente regolabili. L’unico intervento meccanico riguardava l’adozione di pneumatici radiali che miglioravano sensibilmente il comportamento in curva. Il prezzo venne fissato a 525.000 Lire. Nel 1970 vennero introdotte alcune modifiche minime all’interno, quali le manovelle alzavetro e le maniglie apriporta in plastica nera anzichè cromate e, soprattutto, l’adozione di un dispositivo bloccasterzo comprendente il commuttatore a chiave; il foro sul cruscotto veniva semplicemente chiuso da un tappo cromato. Dal 1971 la produzione venne estesa dallo stabilimento torinese di Mirafiori anche a quello dell’Autobianchi di Desio ed a quello appena inaugurato della Sicilfiat a Termini Imerese.